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Nucleare pro e contro

Il nucleare in Italia sembra davvero avviato sulla via di una prossima realizzazione. L’attuale Governo, in spregio al referendum del 1987, ha tutta l’intenzione di costruire al più presto – anche se poi i tempi per costruire una centrale nucleare sono nell’ordine dei 15/20 anni – nuovi impianti di produzione elettrica a uranio e la stessa A2A, azienda lombarda leader del settore elettrico, si è pronunciata a favore.

illusione nucleareC’è tuttavia chi in questi anni da ambientalista e da politico ha sempre detto no al nucleare. Si tratta di Carlo Monguzzi, ex consigliere regionale dei Verdi in Regione Lombardia, che assieme a Sergio Zabot, direttore del Settore energia della Provincia di Milano, ha messo nero su bianco le sue tesi, in un bel libro da titolo molto significativo: Illusione Nucleare.
Monguzzi, perché siete contrari a un ritorno al nucleare in Italia?
«Per la semplice ragione che si tratta di un modo di produzione più costoso di altri».

Si spieghi meglio
«In Italia l’attuale produzione elettrica è di 93mila MegaWatt e nel momento di massimo picco utilizziamo circa 55mila di questa, che per la maggior parte è fatta con petrolio e gas naturale. Ora il DOA (dipartimento energetico del Governo USA, ndr), ma anche altri organismi come Citybank, dicono che per produrre un KW orario di energia è più conveniente farlo con il gas che non con l’uranio».

Ma producendo nucleare non ridurremmo la nostra dipendenza dai combustibili fossili?
«Eliminare il petrolio o il gas naturale per affidarsi all’uranio non è di sicuro la soluzione, visto che dovremmo importare anche quello».

carlo monguzziPerò la bolletta francese, dove si produce molta energia con le centrali nucleari è più bassa…
«Sì ma perché i francesi attualmente non conteggiano i costi di smaltimento delle scorie e del decommissioning (il processo di dismissione di una centrale quando ha esaurito il suo ciclo produttivo, ndr) e così rientrano nel più vasto processo della fiscalità generale. Così EDF ha già annunciato che tali costi verranno introdotti entro due anni nella bolletta dei francesi, quindi si andrà verso un raddoppio dei costi per i cittadini». 

Va bene, ammesse tutte queste obiezioni economiche, resta però quella della produzione di CO2. Una centrale nucleare nei fatti non produce gas serra.
«Verissimo se si considera soltanto il momento del suo funzionamento. Recentemente uno studio australiano ha dimostrato come il processo di costruzione di un simile impianto produce circa 1/3 di emissioni rispetto a una centrale a gas, quindi non è proprio vero che siamo a emissioni zero».

Allora la soluzione quale potrebbe essere?
«In Italia la prima cosa da fare è quella di incentivare l’efficienza energetica, la minigenerazione distribuita e le fonti rinnovabili. Per fare un esempio: la Provincia di Milano ha autorizzato nel 2008 una produzione di energia attraverso la minigenerazione pari a mille MW, mentre l’ex ministro Scajola parlava di realizzare quattro centrali nucleari da 1.600MW l’una. Si capisce subito quali potenzialità abbia la prima soluzione rispetto alla seconda. Occorrono poi investimenti sulla rete di distribuzione, diventata vecchia e malgestita. Infine bisogna puntare sulle fonti rinnovabili».

E la ricerca sul nucleare dovrebbe essere abbandonata?
«Saremmo dei folli se dicessimo una cosa del genere. La ricerca andrebbe incentivata e attualmente un 52% dei fondi per la ricerca vanno proprio in questa direzione. Noi crediamo che si debba assolutamente puntare a realizzare processi di fusione, di utilizzo del torio e dei reattori di 4^ generazione, quindi ben venga la ricerca anche su queste tecnologie». 

Un ultima domanda. Ma se come dimostrate nel libro non è assolutamente conveniente realizzare centrali nucleari: perché in Italia si vuole andare verso questa direzione?
«Ritengo che, al di là del businnes, sia un problema ideologico. E alla lunga sono convinto che, visti i costi, il nucleare in Italia non verrà realizzato».

centrale nucleare di Trino Vercellese (VC), la prima iniziativa in campo nucleare in Italia. Nel 2000 è stato presentato il progetto di smantellamento dell'impianto

centrale nucleare di Trino Vercellese (VC), la prima iniziativa in campo nucleare in Italia. Nel 2000 è stato presentato il progetto di smantellamento dell'impianto

 

Per approfondire:  Carlo Monguzzi e Sergio Zabot, Illusione nucleare, Melampo edizioni, 12 €. Il ricavato delle vendite viene devoluto alla cura dei bambini di Chernobyl.

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