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Ambiente e Riutilizzo, l’innovazione prima di tutto

Il Distretto regionale e le progettualità previste dal piano di sviluppo. Tra gli obiettivi,  anche l’alta formazione in campo ambientale, da esportare nei Balcani

di Pierluigi De Santis

Si caratterizzano prevalentemente per l’innovazione i progetti inseriti nel piano di sviluppo del Distretto Produttivo Regionale dell’Ambiente e del Riutilizzo (DIPAR). Il programma prevede una serie di azioni che si concretizzeranno in progetti che tagliano trasversalmente tutta la filiera del settore ambiente.

<p>un laboratorio dell'IRSA - CNR di Bari</p>

un laboratorio di ricerca

Il distretto, in particolare, si muove su alcune importanti linee strategiche che si propongono di mettere in rete le aziende pugliesi con l’obiettivo di creare filiere ed associazioni di comparto, strutturate in grado di operare in maniera sinergica nel settore dei rifiuti, delle bonifiche e del ciclo delle acque; creare una rete di comunicazione ed informazione per la diffusione dei dati, la formazione ed aggiornamento continuo sul sistema ambiente e così creare un network di servizi reali alle imprese in campo ambientale.
S’intende anche promuovere e favorire lo sviluppo di innovazioni, nei sistemi produttivi, finalizzate alla salvaguardia dell’ambiente, in stretta sinergia con il mondo della ricerca pugliese, ed internazionalizzare le aziende aderenti al distretto incrementando azioni di trasferimento tecnologico nei paesi emergenti, con il fine di diffondere l’uso delle migliori tecnologie disponibili per la salvaguardia ambientale e finalizzando gli investimenti promozionali nelle aree balcaniche di prossimo ingresso nell’Unione Europea. Altro obiettivo è promuovere l’alta formazione in campo ambientale, per favorire l’inserimento di risorse umane qualificate nelle imprese del distretto al fine di accrescere la competitività delle stesse in campo nazionale ed internazionale.

Parola d’ordine: innovazione
Undici iniziative, delle quindici iniziative progettuali, riguardano la sfera dell’innovazione. Nell’ambito del controllo delle fasi di gestione dei rifiuti, in particolare, s’intende realizzare l’aggiornamento ed implementazione di sistemi informativi per l’ottimizzazione e la sicurezza del trasporto dei rifiuti; lo studio e lo sviluppo di dispositivi e sistemi tecnologici innovativi funzionali alla tracciabilità dei rifiuti (urbani e speciali); l’applicazione della tecnologia al plasma termico per l’inertizzazione delle ceneri provenienti dalla termovalorizzazione di rifiuti solidi urbani e Cdr.

Cumuli di compost ottenuto dal riciclaggio dei rifiuti organici,  ricco e nutriente fertilizzante

Cumuli di compost ottenuto dal riciclaggio dei rifiuti organici, ricco e nutriente fertilizzante

Uno scorcio dell'impianto di compostaggio rifiuto

Uno scorcio dell'impianto di compostaggio rifiuto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione nel ciclo dei rifiuti le due iniziative distrettuali prevedono di ottimizzare lo smaltimento di pannelli fotovoltaici con sistemi robotizzati e la gestione integrata dei residui spiaggiati di Posidonia Oceanica.
Tre sono i progetti che riguardano lo sviluppo di tecnologie per il recupero di energia e materia: la realizzazione di un sistema integrato per il recupero di materie e per la produzione di un combustibile solido secondario (CSS) da rifiuti, l’espanso da plastici da riciclo per imballaggi no food, lo start up e la validazione di un processo di massificazione di matrici organiche.
I due progetti previsti nell’azione relativa all’applicazione di tecnologie di bonifica in situ sono la valorizzazione del compost di qualità mediante analisi metabonomica dei prodotti ortofrutticoli pugliesi e lo sviluppo di tecnologie innovative di bonifica dei suoli: la bonifica verde. L’iniziativa relativa alle tecnologie innovative nel campo dei riuso, infine, prevede il riuso produttivo di acque reflue municipali.
Quattro progetti, invece, interessano l’asse di sviluppo della formazione e comunicazione ed internazionalizzazione. Nell’ambito delle azioni di formazione di addetti del settore ambientale e trasferimento di tecnologie s’intendono realizzare progetti di creazione di network per la comunicazione, la promozione del distretto e la governance ambientale e redazione di studi di prefattibilità e formazione quadri e dirigenti pubblici e privati. I progetti d’internazionalizzazione hanno  l’obiettivo di promuovere il distretto in Italia ed all’estero ed intendono realizzare, tra gli altri, una corretta gestione dei rifiuti organici ed agricoltura verde nei Paesi Nord Africani.

Per realizzare tutti questi progetti è necessario un investimento di 23 milioni8 di euro.

veduta della costa di Algeri

veduta della costa di Algeri

All’appello tutta la Puglia
Le potenzialità all’interno del distretto, che intende cercare nuovi aderenti nelle province di Foggia e Brindisi, non mancano. Il distretto, che si è presentato alla Fiera del Levante in Albania ed è stato fortemente voluto dalla Confindustria Puglia, mostra numeri e dimensioni promettenti. Sono ben 164 le aziende, 11 le associazioni di categoria e sindacali, 6 le università ed enti di ricerca che ne fanno parte. Già dal primo al secondo riconoscimento ottenuto dalla Regione Puglia l’aggregazione distrettuale ha mostrato una crescita del 25%, passando da 123 a 164 realtà imprenditoriali solide.
Le aziende, di cui il 34% della provincia di Bari, 33% di quella di Taranto, 12% di Lecce, 9% di Brindisi e 5% di Foggia, al momento già aderenti, sono prevalentemente espressione di tutto il territorio regionale, sviluppano un fatturato di 1,630 milioni di euro e danno occupazione a 7.800 dipendenti. Partecipa al distretto anche un 8% di imprese con sede fuori Puglia. Tali imprese svolgono attività di raccolta di rifiuti (39%), riutilizzo (25%), smaltimento (22%), servizi (9%) ed altro (5%).

<p>Il presidente del Distretto del riuso e riutilizzo, Lorenzo Ferrara</p>

Il presidente del Distretto del riuso e riutilizzo, Lorenzo Ferrara

«Il DIPAR – ha spiegato il presidente del Distretto Lorenzo Ferrara intende rappresentare il luogo d’incontro privilegiato nel quale mettere in connessione la pluralità di soggetti che, a vario titolo, si occupano professionalmente di ambiente, per realizzare una nuova sinergia tra competenze ed eccellenze scientifiche, culturali e capacità produttive ed imprenditoriali».
L’obiettivo è realizzare un collegamento stabile tra il mondo della ricerca e il mondo della produzione, al fine di favorire lo sviluppo di processi di innovazione tecnologica, incentivare la ricerca industriale per una riduzione degli impatti ambientali e della produzione dei rifiuti, sostenere lo sviluppo precompetitivo, sviluppare la comunicazione ambientale, promuovere l’internazionalizzazione di un nuovo Sistema Integrato Ambientale e promuovere la formazione di personale altamente qualificato nelle imprese della filiera ambientale e della pubblica amministrazione.
«Si attende – ha concluso Ferrara  – una risposta dalla Regione Puglia sul come intenda sostenere i progetti del Programma di sviluppo che, a nostro avviso, potrebbero essere ricompresi in uno specifico accordo di programma».

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