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Eolico: il primo parco offshore in Italia nel Salento

La marea di petrolio che sta devastando le coste della Florida e danneggiando l’ecosistema marino di tutto il Golfo del Messico ha dato impulso, evidentemente, ad altri governi nella scelta di energie alternative. La Francia, per esempio, ha dato un colpo di acceleratore sull’eolico offshore, cioè in mare aperto, avviando la ricerca di siti idonei [...]

di Gianni Avvantaggiato

La marea di petrolio che sta devastando le coste della Florida e danneggiando l’ecosistema marino di tutto il Golfo del Messico ha dato impulso, evidentemente, ad altri governi nella scelta di energie alternative. La Francia, per esempio, ha dato un colpo di acceleratore sull’eolico offshore, cioè in mare aperto, avviando la ricerca di siti idonei ad ospitare dieci parchi eolici. Meglio ha fatto La Puglia, però. Infatti, il Comitato della Regione Puglia per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ha approvato un progetto di parco eolico offshore al largo della costa salentina.

<p>parco eolico offshore</p>

parco eolico offshore

L’installazione, che tecnologicamente rappresenta una novità, è considerata a basso impatto, sia visivo sia ambientale. Infatti, le 24 torri, capaci di produrre circa 90 Megawatt di potenza, saranno installate a 10,6 miglia marine dalla costa (circa 20 chilometri). Ciascuna turbina sarà installata su una piattaforma galleggiante sommersa a spinta bloccata con ancoraggio al fondo che non prevede perforazioni. L’assessore all’Ecologia Lorenzo Nicastro (Italia dei Valori), in carica da una settimana, mostra piena soddisfazione nel darne l’annuncio. È un primo esempio, ha detto, della strada che la Regione ha deciso di percorrere. Eolico sì, però non concentrato sulla terra ferma, dove l’uso eccessivo potrebbe danneggiare l’agricoltura. Al tavolo tecnico si sono seduti Sky Saver, di Santeramo in Colle, in provincia di Bari che rappresenta in Italia la multinazionale olandese “Blue H” e l’Assessorato allo sviluppo economico. «Siamo felici perché il primo parco offshore d’Italia con zero impatto ambientale, si possa realizzare in Puglia – ha dichiarato Loredana Capone, titolare dell’assessorato -. La Puglia dimostra, ancora una volta, di essere pilota anche nelle politiche di lotta all’inquinamento e sull’utilizzo delle rinnovabili». E aggiunge.

<p>Tricase - Marina Serra </p>

Tricase - Marina Serra

«La Puglia è particolarmente attrattiva per chiunque voglia investire nelle energie rinnovabili, e voglia fare politiche del territorio più rispettose dell’ambiente». L’installazione del parco eolico arriva dopo un iter di progettazione e autorizzazione durato sei anni e dovrebbe entrare in funzione nel 2012. La scelta del sito è ricaduta sull’area marina di pertinenza del comune di Tricase a sud di Lecce. A fare la sua parte anche il vento di Maestrale: basta una velocità maggiore del vento di 0,5 metri al secondo per aumentare la resa energetica del 25 per cento. «È un fatto positivo per il comune di Tricase – ha detto il sindaco Antonio Musarò -. Noi siamo contenti di questa operazione. Operazione che vorremmo portare avanti perché si tratta di una nuova tecnologia. La prima in Puglia, in Italia, e vogliamo essere pionieri. Sappiamo che è una cosa ottima, anche perché non c’è impatto ambientale». Nel 2007 è stato installato un prototipo alto 45 metri, piattaforma galleggiante compresa – distrutto un anno dopo da una forte mareggiata -, mentre le strutture eoliche definitive dovrebbero essere di 70 metri. «Le pale verranno montate a venti chilometri dalla costa, per cui si vedrà solo un puntino. Si crea energia pulita e, praticamente, raggiungiamo gli scopi con il minimo sforzo». Perché i lavori possano cominciare, però, si aspetta l’autorizzazione ministeriale.

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