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Smart grid: una distribuzione intelligente

Si chiamano  smart grid e sono sinonimo di efficienza energetica. Sono reti intelligenti, regolate da software e sofisticati sensori, capaci di redistribuire gli eventuali surplus di energia elettrica tra zone. Permettono così di modulare i consumi in tempo reale a seconda delle esigenze degli utilizzatori o alle disponibilità di rete. Abbattendo in modo consistente anche [...]

di Sanzia Milesi

Si chiamano  smart grid e sono sinonimo di efficienza energetica. Sono reti intelligenti, regolate da software e sofisticati sensori, capaci di redistribuire gli eventuali surplus di energia elettrica tra zone. Permettono così di modulare i consumi in tempo reale a seconda delle esigenze degli utilizzatori o alle disponibilità di rete. Abbattendo in modo consistente anche le emissioni di anidride carbonica. Perchè possono collegare impianti – solari, eolici, geotermici, a biogas – fornendo la stessa energia di una centrale tradizionale. Sulle opportunità offerte dagli smart grid puntano quindi in tanti. Grandi e piccoli.

Il Presidente Barack Hussein Obama

Il Presidente Barack Hussein Obama

Per il governatore degli States, Obama,  attingendo a fonti rinnovabili per la distribuzione di energia elettrica, l’obiettivo sono 40 milioni di contatori intelligenti, con una spesa di 4 miliardi di dollari, e ben 3 mila chilometri di linee di trasmissione. Alcuni studi ipotizzano un risparmio dei consumi nazionali americani vicino al 20%. E già ora, in un esperimento su 112 abitazioni di Seattle, è stato dimostrato uno sgravio in bolletta del 10% e l’abbattimento per un quinto dei consumi energetici. Secondo gli analisti, la rete intelligente potrebbe essere uno dei più grandi generatori di ricchezza del decennio, al pari di quello che significarono ai tempi ferrovia transcontinentale, sistema telefonico, autostrada interstatale ed internet.

A inizio febbraio, Greenpeace International e il Consiglio Europeo delle Energie Rinnovabili hanno diffuso un rapporto su rinnovabili e reti intelligenti. Attraverso queste, nel 2050 si potrà garantire il 90% dell’energia. In Spagna già oggi in alcune giornate si supera il 50% della richiesta. In Italia invece la rete elettrica è inadeguata. Per il rinnovamento della rete, in Europa gli investimenti necessari si dice si aggirino attorno ai 5 miliardi di euro all’anno, meno di cinque euro a casa.

rete elettrica

Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola

Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola

Ora il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha siglato una convenzione con Enel Distribuzione per 77 milioni di euro. Un programma triennale di interventi che favorisca l’utilizzo di energia prodotta da impianti fotovoltaici di piccola taglia (tra 100kW e 1MW) in alcune aree pilota in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia (“Regioni convergenza”). Un passaggio per l’attuazione del Programma Operativo Interregionale Energia, in linea con la Strategia di Lisbona. La previsione è che per il 2020, un 25% dell’energia elettrica sia prodotta da fonti rinnovabili.

Il passaggio, basilare e spesso poco focalizzato, è quello dalla produzione alla distribuzione. Un’energia alternativa che va resa concretamente fruibile e funzionale all’intero sistema, convogliata nella rete elettrica nazionale. Enel Distribuzione conta che, grazie a telegestore, automazione e telecontrollo, sarà così possibile conoscere ogni istante l’energia prelevata, quella auto-prodotta e quella reimmessa in rete, conoscere la tariffa in atto e sapere in quale fascia della giornata è più conveniente spostare i propri consumi. Intanto, l’appuntamento per “rendere la smart grid una realtà”, è a Londra il 25 maggio.

smart grid è una rete cosiddetta "intelligente" per la distribuzione di energia elettrica

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