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Energia pulita contro il nucleare

Una triplice rivoluzione. Delle coscienze, dell’economia e dell’azione politica. Questo è quanto necessario «non solo per risparmiare, ma per evitare i costi – che non si contabilizzano – derivanti dall’inquinamento e dall’alterazione dell’ecosistema e soprattutto per trasmettere intatto alle future generazioni l’ambiente in cui viviamo». Parola del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, [...]

di Sanzia Milesi
<p>Il segretario generale della Presidenza della Repubblica Marra incontra i tedofori di "M'illumino di meno"</p>

Il segretario generale della Presidenza della Repubblica Marra incontra i tedofori di "M'illumino di meno"

Una triplice rivoluzione. Delle coscienze, dell’economia e dell’azione politica. Questo è quanto necessario «non solo per risparmiare, ma per evitare i costi – che non si contabilizzano – derivanti dall’inquinamento e dall’alterazione dell’ecosistema e soprattutto per trasmettere intatto alle future generazioni l’ambiente in cui viviamo». Parola del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, che a nome del Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha accolto al Quirinale una delegazione (capitanata dal campione olimpico Daniele Masala) del programma Caterpillar di Radio2Rai per la campagna M’illumino di meno, che vanta l’Alto Patronato del Presidente. Perchè, sono ancora parole di Marra, «le rivoluzioni non si fanno – soprattutto in democrazia – senza un diffuso consenso, ed è perciò importantissimo informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, come voi state facendo».

“È possibile, la luce pulita funziona!”. Alla sesta giornata nazionale del risparmio energetico, venerdì 12 febbraio a Roma ai Mercati Traianei, sul palco i conduttori Massimo Cirri e Filippo Solibello ne sono certi. Davanti a loro una folla di radioascoltatori e ambientalisti, una distesa di luci alternative, dal gadget di RadioRai ai pannelli solari che accendono led, al minieolico e la dinamo a pedali. E insieme alla gente, una miriade di altre città che, anche quest’anno numerosissime, hanno aderito all’appello: 4622 gli utenti registrati online, senza farsi mancare consensi da Bangkok a Gerusalemme.

<p>Roma - Un momento della manifestazione finale ai Fori traianei</p>

Roma - Un momento della manifestazione finale ai Fori traianei

<p>Un momento della manifestazione finale di M'illumino di meno, organizzata dalla trasmissione RAI Caterpillar</p>

Un momento della manifestazione finale di M'illumino di meno, organizzata dalla trasmissione RAI Caterpillar

<p>Il sindaco di Roma Alemanno con i conduttori di Caterpillar Cirri e Solibello</p>

Il sindaco di Roma Alemanno con i conduttori di Caterpillar Cirri e Solibello

Tante e significative le esperienze di energia alternativa che M’illumino di meno ha messo – è il caso di dire – in luce: anche dalla Puglia, che proprio in febbraio, ha visto invece oscurarsi sempre più su di sé il cielo con la previsione di quattro nuove centrali entro 10 anni, di cui 2  nel Salento. Così mentre il Consiglio dei Ministri impugna davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali che impediscono l’installazione d’impianti sui territori, le associazioni salentine contro il nucleare si dichiarano pronte alla disobbedienza civile e accrescono il consenso per M’illumino di meno.
L’idea di questa iniziativa infatti, come ricordano i conduttori del programma promotori dell’evento, è nata proprio in seguito alle “false riflessioni” del Paese sul blackout che rovinò la prima “notte bianca” di Roma nel 2003, quando molto si iniziò a parlare di energia e si disse subito che bisognava rifare qualche centrale nucleare in più. Così di contro si provò a pensare che la questione non fosse di quanta energia creare, ma di quanta risparmiarne. E ora, dopo 5 anni di risparmio, è stata la volta della produzione. Non spegnere le piazze, ma alimentarle di energia rinnovabili.
«Abbiamo trovato una società molto più all’avanguardia della sua classe dirigente – dice Filippo Solibello –; già oggi il solare in Italia sta producendo tanto quanto produrrebbe una centrale nucleare tra un decennio e sta dando posti di lavoro e speranze alla green economy». Così, ora che si è prepotentemente e molto concretamente tornato a parlare di nucleare, M’illumino di meno si candida sempre più ad essere baluardo di un modello di sviluppo sostenibile, veicolando una propria “pulita” idea di società.

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