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“Cultura a porte aperte”

Pubblichiamo l’ntervento dell’architetto Giacinto Giglio al  tavolo tecnico “Cultura a porte aperte” che si è tenuto a Bari lo scorso 7 ottobre e i cui atti sono di imminente pubblicazione.

di Giacinto Giglio

Mi presento: sono l’architetto Giacinto Giglio, docente di disegno e storia dell’arte nei licei, ambientalista e ispettore onorario della Soprintendenza BCA della Puglia per il comune di Ostuni (BR). Solo di recente sono stato anche nominato rappresentante delle associazioni ambientaliste nella Commissione Regionale per il Paesaggio.

Ho voluto premettere questi ruoli plurimi perché nel mio intervento affronterò il tema della tutela da più visuali. Prima la Presidente dell’associazione Italia Nostra Puglia ci ricordava come per un’associazione sia difficile far valere il diritto di accesso alle informazioni su beni (vincolati) e sui progetti relativi. Voglio ricordare che i soprintendenti della Puglia (monumentale e archeologica) scrivevano qualche anno fa sul Rapporto “Paesaggio e Ambiente” (1998), che le associazioni ambientaliste pugliesi sono tardive nelle denunce e che le stesse denunce sono strumentali e demagogiche, fatte solo per portare discredito al Ministero BCA, ed ancora che alcune associazioni culturali hanno «forme di radicale estremismo conservativo» che «non compara il valore dei beni locali in rapporto ad una scala più ampia».

logo cultura porte aperteLa difficoltà di avere informazioni non è solo delle associazioni, ma anche degli ispettori onorari, che concorrono con le soprintendenze per la vigilanza dei beni tutelati e dei lavori in corso. I funzionari delle soprintendenze, persino quelli del protocollo, ti fanno quasi un favore, perché tu gli fai perdere solo del tempo. Devo ricordare che l’ispettore onorario è “pubblico ufficiale” tanto è vero che in prima persona ho anche rischiato il linciaggio quando sono andato a fotografare le costruzioni abusive della costa e del centro storico del mio comune. Mentre ci ho rimesso di tasca mia, quando ad esempio ho fatto studi e le ricerche per l’apposizione dei vincoli agli insediamenti rupestri.
Mi direte che i finanziamenti sono pochi e gli organici sono sottodimensionati.
Questo è vero, ma manca anche un coordinamento tra gli uffici che lavorano a compatimenti stagni:  così accade che i pochi beni vincolati non siano schedati e quelli schedati non siano vincolati. In molti casi gli ispettori Onorari del Ministero si trovano in Commissione Edilizia, pareri della Soprintendenza  non condivisibili perché variabili da funzionario a funzionario, da zona a zona e si è costretti a valutare “secondo scienza e coscienza”.

Come docente, devo lamentare il poco credito che ha l’insegnamento della Storia dell’Arte nella scuola italiana. Nei licei, la Storia dell’Arte è oramai equiparata ad un’ora di ricreazione e con votazioni inopinatamente positive.
L’insegnamento è frazionato in tante ore, così in una giornata se si riesce si passa dallo spiegare gli egizi, agli impressionisti e poi tornare al rinascimento.

Le visite ai monumenti e ai musei sono episodiche (gite scolastiche) e in alternativa si cerca di visionare materiale didattico multimediale.
Ora parlando come ambientalista, devo dire che noi volontari non abbiamo da prendere lezioni da nessuno; io sono stato in Legambiente per 20 anni e poi sono stato “licenziato” dallo storico presidente nazionale di questa associazione, per aver danneggiato l’immagine dell’associazione con la proposta di una “bandiera nera” al Comune di Lesina (FG), che voleva sanare 2500 abusivi situati sull’istmo dell’omonimo lago ed in pieno Parco Nazionale del Gargano. Solo dopo questa mia denuncia, gli abusivi di Lesina sono diventati un caso nazionale e se ne é occupata la trasmissione Ambiente Italia.
Ma voi pensate che sia cambiato qualcosa? No, gli abusivi sono ancora lì, gli edifici non sono stati demoliti anche per “merito” della Regione e del Parco del Gargano.
Ora, dopo l’espulsione da Legambiente per “furore ambientalista”, non mi sarà rinnovato il tesserino di Ispettore Onorario dopo quello che ho detto sulla Soprintendenza della Puglia e mi dovrò trasferirmi forse in Molise.
Come ricordavo all’inizio del mio intervento, sono stato nominato dalle associazioni ambientaliste (Italia Nostra e LIPU) nella Commissione regionale per il paesaggio, di cui fanno parte anche i qui presenti Prof. Cassano e Arch. Martinez. La Commissione si è insediata due anni dopo la nomina e ci siamo riuniti due volte e scadrà fra due anni, se non sarà sostituita dall’Osservatorio regionale per il paesaggio previsto dalla LR n.20/2009 “Norme per la pianificazione paesaggistica”. Nella seduta d’insediamento ho lanciato l’allarme per la distruzione della Valle d’Itria che è ormai è in irriconoscibile .

La Valle d'Itria come appariva nel passato

La Valle d'Itria come appariva nel passato; foto fornita da arch. Giglio

La Valle d'Itria, oggi

La Valle d'Itria, oggi; foto fornita da arch. Giglio

 

 

 

 

 

 

 

 

Così, i pochi trulli ancora integri vengono svenduti agli inglesi, quando non sono alienati e trasformati in villette in “stile mediterraneo”. Si pensi che per salvare uno dei “paesaggi sensibili” della Puglia come questo, Italia Nostra ha preparato e donato all’Assessore regionale Barbanente una Proposta di legge sull’architettura rurale, che nella migliore delle ipotesi sarà recepita nel Piano Paesistico Territoriale Regionale (PPTR) che è in gestazione.
Di fronte all’invasione degli impianti eolici in Puglia, non può bastare per fermarla la buona volontà e le denunce dei volontari di Italia Nostra o della LIPU. Qui le istituzioni preposte non fanno il loro dovere, quando non sono distratte ed irritabili dall’atteggiamento dei pochi ambientalisti che non si vendono per una sponsorizzazione. Va ricordata anche la battaglia di Italia Nostra ed altre associazioni contro la “tratta degli Ulivi” e i “trulli d’asporto”, operati dalle ecomafie, che una volta si limitavano all’archeologia ed oggi rubano gli ulivi secolari e i manufatti in “pietra a secco” e li rivendono al nord.
In conclusione posso dire che le Soprintendenze preposte alla tutela hanno difficoltà di ruolo e strutturali, ma un atteggiamento ostile verso le associazioni culturali ed ambientaliste.

Un bellissimo esempio di trullo sovrano, nella Valle d'Itria

Un bellissimo esempio di trullo sovrano, nella Valle d'Itria, foto di arch. Giglio

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