Puglia, verso la rete ciclabile del Mediterraneo
.
Negli ultimi 5 anni, nell’ambito della rivoluzione copernicana operata in Puglia nel settore trasporti, anche la mobilità ciclistica ha iniziato a trovare per la prima volta risposte adeguate. Si è passati da interventi finanziati con il POR 2000-2006, privi di un’effettiva programmazione organica e di una successiva verifica della qualità delle opere, alla
definizione – all’interno del progetto di cooperazione internazionale CY.RO.N.MED – delle dorsali di una Rete ciclabile del Mediterraneo. Con tale progetto, di cui la Puglia è stata capofila, sono stati individuati gli itinerari principali della rete ciclabile pugliese, in connessione con le altre reti trasportistiche (stazioni, porti e aeroporti) e con i percorsi nazionali di Bicitalia [la rete nazionale di percorsi ciclabili, n.d.r.] ed europei di EuroVelo [un gruppo di itinerari ciclistici che attraversano tutta l’Europa, n.d.r.].
Di reti ciclabili oggi in Puglia si parla un po’ dovunque: all’interno dei Piani regionali predisposti o in via di predisposizione (PRT, PIRP, Piano Paesaggistico) e di altre Amministrazioni comunali e provinciali (Pianificazione strategica di Area vasta); in ambito nazionale, visto che la Puglia viene oggi chiamata a raccontare la propria esperienza. E pure in ambito internazionale: il progetto CY.RO.N.MED è ritenuto una “buona
pratica” tra i vari progetti europei realizzati, dall’Autorità di Gestione del Programma Interreg ArchiMed presso il Ministero greco dell’Economia, e dal Parlamento europeo nell’ambito di una ricerca sullo sviluppo della Rete ciclabile EuroVelo come struttura essenziale per lo sviluppo del cicloturismo in Europa.
Il protocollo d’intesa tra Regione e Ferrovie sta dando i suoi frutti. La Puglia è stata la prima Regione a prevedere il trasporto gratuito delle biciclette al seguito sui treni regionali, dove esiste il servizio.
Compatibilmente con il rinnovo del parco ferroviario, le diverse Società stanno iniziando ad attrezzare spazi per il trasporto delle bici nelle vetture. Altre Regioni (Campania e Marche) hanno seguito il nostro esempio.
Va recuperato il rapporto con gli Enti proprietari delle strade (ANAS, Comuni e Province) affinché rispettino il Codice della Strada che, agli artt. 13 e 14, obbliga a realizzare piste ciclabili adiacenti quando si realizza una nuova strada o quando si effettuano lavori di miglioramento, allargamento o manutenzione straordinaria di strade esistenti.
20 milioni di fondi FESR dell’Asse “Trasporti” del Programma attuativo 2007-2010 sono stati già previsti per finanziare, nella stessa Azione, i percorsi ciclabili e i parcheggi di interscambio. Ma dobbiamo puntare pure verso la rimodulazione del PO 2010-2013 e l’intercettazione di fondi CIPE.
Dopo che il Parlamento europeo ha incluso anche il progetto EuroVelo tra le Reti di trasporto transeuropee TEN-T, è doveroso sollecitare Governo e Parlamento affinché anche il progetto di rete ciclabile nazionale Bicitalia diventi un’azione strategica in materia di infrastrutture.












